L'arte argentiera, un'arte antica, raffinata, che ancora oggi suscita emozioni perché ricca di tradizioni, che sa fondere l'ingegno dei creatori e l'abilità dei maestri argentieri, che sa rinnovarsi con originalità.

L'argento nella Storia

I primi ritrovamenti di oggetti in argento ci riportano al secondo millennio a.C., nella Mesopotamia (odierno Irak) di Ur, re dell'omonima città, che veniva considerata dalla Bibbia la patria di Adamo; vi sono prove della pre­senza di argento, nella stessa epoca, in Sassonia, in Norvegia, nella Penisola balcanica, in Boemia, nel Congo ed in Giappone. Ma si dovrà attendere qualche secolo, fino all'epoca di Giustiniano Imperatore d'Oriente (483 - 565 d. C.), per trovare delle vere espressioni artistiche. E nell'ar­gento, scolpite ed incise, hanno so­pravvissuto la Storia epiche descri­zioni di conquiste, di incontri e fu­sioni di religioni e di etnie, assieme a racconti mitologici e rappresen­tazioni sacre e profane, passando per la cro­naca di inondazioni e vita quotidiana.

Argenti della Gran Bretagna

Dalla fine del dodicesimo secolo, la Corporazione degli Argentieri venne re­golata dalle "Royal Ordinances" e dagli "Acts of Parliament". Pertanto, la maggior parte degli oggetti è marcata per anno e luogo di produzione ed anche conilnome del produttore. Tuttavia non possia­mo in-terpre-tare i mar­chi antece­denti al 1666, anno del grande in­cendio che distrusse anche i registri. L'esperienza matu­rata in secoli ha portato ad un'evoluzione dei marchi, simili nel carattere ma diversi nei dettagli; vediamoli singolarmente.

Marchi del produttore

In Inghilterra, fino dall'inizio del diciassettesimo secolo, il marchio del pro­duttore era generalmente un simbolo. Molti argentieri usavano un rebus del loro nome; le sole iniziali divennero poi più comuni.

Buck=camoscio            ; Dove=colombo 

Dal 1696 al 1720 (periodo detto Britannia) venne richiesto per legge l'uso delle prime due lettere del cognome. Dopo il 1720, l'utilizzo delle iniziali divenne ancora più frequente.

In Scozia, fin dall'inizio del diciottesimo secolo, il marchio del produttore era
di norma il monogramma delle iniziali, rimpiazzato poi dalle singole iniziali.

Marchi di provenienza

Questo marchio, diverso per l'Ufficio me­trico di ogni città, venne introdotto inizialmente a Lon­dra verso la fine del quat­tordicesimo secolo e permette di risalire alla città dell'Ufficio metrico: ad esempio :

Marchi del titolo
In Inghilterra coesistettero due titoli: Sterling (Sterlina, 92.5%)

Marchio della data a lettera
Le lettere della data erano usate allo sco¬po di determinare la data di fabbricazio¬ne. Fino ai tempi recenti, il cambio di lette¬ra avveniva, a seconda delle singole città,tra maggio ed ottobre e non all'inizio dell'anno del ca­lendario. Pertanto, una lettera può indicare gli ultimi mesi di un anno ed i primi del seguente.

Marchio d'imposta

La Testa del Sovrano indica che l'imposta è stata assolta sui pezzi che ripor­tano uno dei marchi seguenti, riferiti al pe­riodo 1784 -1890, ad eccezione dei pezzi non assoggettati all'obbligo dei marchi di garanzia e sul­le casse d'orolo­gio dopo il 1798.

Servizio in argento - Londra, 1872

La britannica vocazione del grande stile dal raffinato buon gusto non poteva che forgiare quell'alta scuola di maestri argentieri londinesi che raggiunsero il loro massimo splendore nel periodo neo - classico (inizi del 1700). Parallelamente, vediamo il nascere di diverse configurazioni storico - socia­li che porteranno a quella nuova e fiorente classe media che richiederà og­getti fino ad allora riservati solo ai ceti più alti, a coloro che potevano cir­condarsi di argenteria Sterling.

Entriamo così nell'era di Sheffield dove, intorno al 1742, Thomas Boulsover scoprì che «l'argento e il rame si tirano a valori quasi identici: gli esperi­menti dimostrano inoltre che il rame, in lega con piccole quantità di zinco e piombo, si comporta come l'argento "Sterling". Resta soltanto da trovare un metodo per fondere i due metalli producendo un pane di rame con un sottile strato d'argento...».

Stava per nascere l'Old Sheffield Plate e, con esso, i manufatti di "oggetti a prima vista indistinguibili da quelli realizzati in argento mas­siccio". Talento ed acume commer­ciale si fusero in questo profondo sentimento nei confronti del prezioso metal­lo per rispondere a sempre maggiori richieste di mercato e soddisfare le esi­genze del suo più allargato utilizzo che - nelle diverse espressioni - significa e rappresenta un certo stile di vita.

Sheffield Plate

Questo termine identifica oggetti fatti con rame assemblato in argento attraverso fusione. Il procedimento fu inventato nel 1742 da Thomas Boulsover.


Marchi dello Sheffield Plate

Vengono suddivisi in tre gruppi e sono d'aiuto per identificare il periodo e l'autore.

Gruppo l

La più antica registrazione di un marchio coincide proba­bilmente con la prima produzione di Joseph Hancock nel 1755 circa.

Il punzone con le sue iniziali [CI somiglia molto ai punzoni degli argentieri contemporanei di Londra. Alcuni anni dopo troviamo le iniziali di Law associate con il suo nome in­tero TH° LAW. Nel 1760 H. Tudor punzonava $22 ripetuto tre volte, a rassomiglianza della punzonatura degli oggetti in argento massiccio. Questa punzonatura fu fermata nel 1772 dalle proteste degli argentieri londinesi.

Gruppo 2

Dall'anno 1784 i fabbricanti di Sheffield

Plate ottennero una licenza che li autorizzava ad utilizzare il marchio della città associato con il nome del produttore La regola comunque non fu applicata da tutti. Troviamo così molti esempi in cui il marchio registrato appare non associato al nome del produttore. Questo infatti diventò il modo più frequente di marcatura agli inizi del diciannovesimo secolo.

Gruppo 3

Intorno al 1805 ci fu una forte richiesta di cucchiai, coltelli, forchette, servi­zi da pesce e molti altri pezzi di posateria, detti "articoli piatti"; la superficie di questi oggetti era ricoperta da strati d'argento saldati tra loro. Tale meto­do fu denominato "dose plating".

Questa tecnica si sviluppò a Birmingham, ma molta produzione venne regi­strata a Sheffield con i marchi u3cogg fino al 1807; infatti l'atto del 1784 sanciva che chi desiderava usare, nel raggio di 100 miglia da Sheffield, un marchio per oggetti somiglianti all'argento massiccio, doveva registrare il pun­zone all'ufficio metrico di Sheffield; così i produttori di Birmingham furono compresi tra i produttori di Sheffield per effetto di quest'atto.

L'ultima registrazione per dei piatti di Sheffield in Close Plated fu effettuata all'ufficio di quella città nell'anno 1836.

Il marchio della corona * fu utilizzata di frequente fra gli anni 1765 e 1825 da diversi autori a garanzia di qualità.


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